29
OTTOBRE 2009 PIAZZA NAVONA I MOVIMENTI CONTRO
LA SVOLTA AUTORITARIA, CONTRO VECCHI E NUOVI
FASCISMI,PER CONQUISTARE SPAZI DI LIBERTA'

Un
momento di mobilitazione e di confronto tra
le lotte sociali dellacittà. Un anno
fa, il 29 ottobre 2008, i fascisti del Blocco
Studentesco furonocacciati da Piazza Navona,
sventando così il loro tentativo diinfiltrazione
nel movimento studentesco dell'Onda. Da quel
momento in poil'antifascismo divenne un contenuto
condiviso nelle scuole e università inmobilitazione.
Quell'episodio fece luce sulla vera natura dei
“burattinidel potere”, squadristi
al servizio di un potere costituito interessato
acriminalizzare e reprimere i conflitti sociali
che, specialmente in tempidi crisi, nascono
e si sviluppano nel corpo vivo della società.
UN
ANNO DOPO ANCORA IN PIAZZA Ad un anno esatto
da quei fatti vogliamo riprendere il filo del
discorso,senza inutili intenti commemorativi.
In questi dodici mesi i fascisti nonhanno cessato
di fare il loro sporco lavoro contro i movimenti
e controquei soggetti sociali che non rientrano
nella loro visione distortaincentrata sullo
slogan “Dio, patria e famiglia”.
Si sono anzimoltiplicate le aggressioni xenofobe
e omofobe, le provocazioni nellescuole e nelle
università, i loro tentativi di dare
vita ad una guerra trapoveri che distolga il
“popolo” dall'individuare i veri
responsabilidella crisi, della precarietà,
della devastazione ambientale, le lorostrumentali
iniziative sul corpo delle donne. E' chiara
ormai la loroperfetta internità ad una
logica di governo che vede speculatori, mafiosie
piduisti farla da padrone: in questo senso risulta
falsa e mistificatoriala loro pretesa di avvalorarsi
come soggetti antisistema essendo invece tragli
agenti principali di quella ”strategia
della paura” divenuta ormaistrumento di
governance delle contraddizioni sociali. In
questo senso èemblematica la recente
vicenda in cui Casa Pound ha preteso di esprimeresolidarietà
ai glbtq “italiani” indicando il
nemico nello stranieroviolento tentando un'operazione
culturale di deviazione della controparte.Purtroppo
dobbiamo prendere atto anche di una pericolosa
volontà di“dialogo” da parte
di alcuni sedicenti rappresentanti dei movimenti
cherischiano di legittimare i picchiatori, pretendendo
di mettere sullo stessopiano oppressi e oppressori.
Esprimiamo invece piena solidarietà agliantifascisti
e alle antifasciste che a Napoli, Pistoia, Torino,
ReggioEmilia si sono mobilitati con forza per
togliere spazio agli squadristimettendo in chiaro
che per loro non ci sarà futuro in questo
paese. CONTRO IL NUOVO AUTORITARISMO Tira una
brutta aria in questo paese.
Oltre
al protagonismo di una destrafascista che ha
aperto più di un cuneo nella società
grazie all'appoggiogovernativo e all'ambiguità
e inconsistenza di un'opposizione sempretroppo
attenta agli interessi dei poteri forti, dobbiamo
constatarel'avanzata di una pericolosa deriva
autoritaria che investe da una parte imovimenti
di opposizione sociale e dall'altra tutti quei
comportamenti equelle pratiche ritenuti devianti
rispetto alla norma. La conflittualitàsociale
viene ricondotta esclusivamente a problema di
ordine pubblico, illibero arbitrio in campo
sessuale e culturale stigmatizzato come dannosoper
la coesione di una “comunità di
popolo” funzionale alricompattamento dietro
ai voleri del “capo”. Dietro tutto
ciò agiscela volontà di gestire
a suon di manganellate gli effetti sociali dellacrisi
economica, gli inevitabili conflitti che provoca,
l'esigenza diorganizzarsi di settori sempre
più ampi delle classi subalterne, lavolontà
di uscire dal ghetto dei nostri corpi liberi
e desideranti.La repressione colpisce, e colpisce
duro. La recente sentenza del processod'appello
per i fatti di Genova del 2001 è paradigmatica:
una decina dimanifestanti risultano gli unici
colpevoli, condannati con pene da 8 a 15anni
per avere sfasciato delle vetrine, mentre i
responsabili dell'ordinepubblico ne escono immacolati.
Colpisce l'uso aberrante di fattispeciepenali
come “devastazione e saccheggio”,
così come deve far rifletterel'uso di
reati come “rapina aggravata” per
chi occupa un supermercatocontro precarietà
e carovita, “estorsione” e “associazione
adelinquere” per chi occupa le case sfitte,
le multe amministrative da10.000 euro per gli
operai che fanno un blocco stradale, ecc.In
questa città, dominata dai palazzinari
e dalle mafie, è partita lapolitica dello
sgombero contro case occupate e centri sociali
(vedi“Regina Elena”,“8 marzo”,
“Horus”, “Giap”). Si
limita lalibertà di manifestare con i
protocolli anti-cortei, si perseguitanolavavetri
e barboni fomentando le pulsioni più
reazionarie dellapopolazione, si rastrellano
gli uomini in base al colore della pelle (lavicenda
del Pigneto). E si potrebbe continuare a lungo.Il
varo del pacchetto sicurezza ha invece riportato
il nostro paese aglianni bui delle leggi razziali,
riducendo le persone migranti a puramerce-forza
lavoro, da utilizzare fino a quando serve e
da cacciare (orinchiudere nei lager/Cie) quando
il mercato del lavoro non ha più bisognodi
loro.
APRIAMO
PERCORSI DI LIBERAZIONE PER TUTTI E TUTTE Sono
sotto attacco le lotte sociali e i soggetti
che agiscono in prima persona nei movimenti.
Si restringono gli spazi di libertà per
i soggettiorganizzati e per le singole persone
che criticano l'esistente. Da piùparti
nasce l'esigenza di uscire dall'isolamento in
cui troppo spesso lerealtà in lotta si
trovano ad operare. Gli studenti, gli occupanti
dicasa, i precari, i movimenti glbtq, i movimenti
dei migranti, i lavoratorie le lavoratrici alle
prese con la crisi, hanno bisogno che siricostituisca
una comunità solidale che agisca la pratica
del mutuoappoggio e della mutua attenzione,
che sappia riconoscere quel “noi”fondativo
di una nuova stagione di lotta e di liberazione.
Per iniziarequesto percorso, coscienti che l'opposizione
al nuovo autoritarismo nonsarà una passeggiata,
convochiamo una giornata di mobilitazione e
diconfronto, di racconto e di proposta, finalizzata
all'apertura di unacampagna condivisa contro
l'autoritarismo e i fascismi vecchie nuovi chesappia
parlare a tutta la città. Una giornata
arricchita da performanceteatrali e proiezioni
video, aperta ad ogni altro contributo creativo
che si vorrà proporre.
PIAZZA
NAVONA - 29 OTTOBRE 2009 DALLE ORE 17
ANTIFASCISTI
E ANTIFASCISTE DI ROMA
|
17/09/2009
COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AGLI/ALLE ARRESTATI/E
E AGLI/ALLE OCCUPANTI DELL’8 MARZO A MAGLIANA
L’arresto
della compagna e dei compagni dell’occupazione
8 MARZO a Magliana costituisce una provocazione
estrema messa in atto materialmente dall’arma
dei carabinieri che, attraverso le proprie strutture
territoriali, ha costruito per mesi un quadro costituito
dall’ utilizzo di una coppia di sottoproletari
allontanati dall’occupazione, di agguati congiunti,
di promesse di protezione e di sostegni di vario
tipo, di utilizzo della peggiore paccottiglia giuridica
fascista.
I carabinieri del generale Tommasone hanno interlocutori
politici precisi, interni all’attuale maggioranza
che, per così dire, governa il Paese e la
città di Roma. Agiscono quindi su mandato
coerente con un quadro di comando noto, fatto di
magistrati, sindaco, potere economico, interessato
a stroncare il movimento antagonista, ma anche a
ritagliarsi un proprio spazio dentro le faide di
potere in corso.
Certo, a confronto con le tradizioni dell’Arma,
fatte di fucilatori, in tutte le guerre, di proletari
che abbandonavano le macellerie padronali, di golpisti
al servizio del generale De Lorenzo e zerbini di
Fini a Genova mentre assassinavano Carlo Giuliani;
nel caso di Magliana siamo alla tragica farsa: mentre
il paese e il territorio vengono palesemente governati
da una mafia peggiore di quella di Riina e Provenzano,
la figura dei compagni e delle compagne, cristallina
e inattaccabile, si staglia gigantesca.
ASSEMBLEA
PUBBLICA A MAGLIANA
Giovedì 17 settembre P.zza De André
ore 17
MANIFESTAZIONE A MAGLIANA
Venerdì 18 ore 17:30
Corteo con partenza da P.zza De André
ASSEMBLEA
COORDINATA E CONTINUATIVA CONTRO LA PRECARIETÀ
C.S.O.A. I’ po’
Spazio Sociale Ex-51
|
| 02/04/2009
Diritto alla casa e allo studio, contro le speculazioni
per la difesa del territorio
Il palazzo costruito all’angolo fra Via
Baldo degli Ubaldi e Viale di Valle Aurelia rientra
nel piano di riqualificazione urbano ex art 11,
che nel nostro quartiere prevede un enorme e indiscriminata
colata di cemento di cui fa parte anche il previsto
centro commerciale.
La storia di questo palazzo è confusa come
quella di tutte le speculazioni:
Originariamente era progettato come albergo e
infatti le società che lo costruivano erano
specializzate in costruzione di alberghi di lusso
(gestiti spesso per conto di enti cattolici).
Nel 2004 questo palazzo viene inserito nel piano
d’interventi per residenze e alloggi universitari,
il finanziamento pubblico concesso dalla regione
(all’epoca governata da Storace) sarà
di 9.287.370,00 €.
A questo punto cambiano sia le imprese costruttrici
che la destinazione d’uso che attualmente
è “residence per studenti con piano
terra commerciale”.
L’assemblea di quartiere che da ormai un
anno si batte a difesa del territorio e della
qualità della vita dei suoi abitanti ha
effettuato una piccola inchiesta su questo palazzo
da cui risulta che le imprese costruttrici seppur
cambiante sono sempre riconducibili alle stesse
persone.
In un incontro al comune l’assessore all’urbanistica
Corsini ha dichiarato di non sapere nulla del
finanziamento regionale!!
Date queste premesse siamo rimasti stupiti delle
dichiarazioni dell’assessore regionale Costa
che ha dichiarato che il residence andrà
alla Sapienza.
Infatti questo edificio è l’unico
di tutto il piano di intervento per alloggi e
residenze universitarie che non è stato
assegnato all’ agenzia per il diritto allo
studio Lazioadisu ma direttamente alla Regione
Lazio, quindi non compare nessun bando di assegnazione
.
Ci chiediamo poi cosa voglia dire residence per
studenti, dicitura ben diversa da casa per lo
studente, che potrebbe nascondere forme di affitto
agevolate ben lontane dal garantire il diritto
allo studio.
Temendo l’ennesima speculazione, l’assemblea
di quartiere ha allora deciso insieme agli studenti
universitari di denunciare pubblicamente questi
fatti per chiedere che quest’edificio sia
effettivamente destinato agli studenti universitari
di un università pubblica tramite le graduatorie.
Intendiamo cosi difendere sia il diritto alla
casa che allo studio dei giovani, ma anche difendere
il quartiere dall’ennesima speculazione
che invece di un opera di pubblica utilità,
restituirebbe al quartiere solo i disagi di una
struttura pensata esclusivamente per i guadagni
di qualche palazzinaro o università privata.
VENERDI
3 APRILE VOLANTINAGGIO INFORMATIVO
DAVANTI AL PALAZZO (ANGOLO VIALE DI VALLE AURELIA
VIA BALDO DEGLI UBALDI) ORE 10
L’assemblea
di quartiere di Valle Aurelia
Scarica
il comunicato
Scarica la brochure dell'inchiesta
|
LA
VERITA' SU PIAZZA NAVONA
FUORI IL FASCISMO DALLE SCUOLE
Nei giorni scorsi abbiamo appreso che 15 studenti
e studentesse, alcuni neppure presenti in piazza
navona, sono stati raggiunti da surreali denunce
per rissa, adunata sediziosa, e lesioni (!) per
quanto accaduto a Piazza
Navona.
La verità su Piazza Navona è nota
a tutti. E' nota perchè le migliaia di
studenti e studentesse presenti hanno visto. E'
nota perchè tutte le documentazioni video
sono inequivocabili. E' nota perchè tutti
i testimoni, a partire da giornalisti come curzio
maltese, concordano.
I fatti, in sintesi, sono semplici. Il Blocco
Studentesco, un gruppuscolo dichiaratamente neofascista,
la mattina del 29, mentre in senato si votava
il decreto gelmini sulla scuola, si presentava
alla manifestazione spontanea
degli studenti in piazza, tentando di prenderne
persino la guida con metodi squadristi.
La stessa operazione che avevano tentato nei due
giorni precedenti. Il 27 prendendo con la forza
la testa di un corteo spontaneo di studenti del
IV Municipio (operazione attuata con la complicità
della polizia in piazza)
portando alla dissociazione degli stessi promotori
a fine giornata. Il 28 presentandosi sempre sotto
il Senato e tentando di aggredire il corteo che
da Piazza della Repubblica era arrivato fin lì.
Mercoledì 29 Ottobre, in Piazza Navona,
il Blocco Studentesco trova la reazione compatta
e spontanea degli studenti presenti in piazza.
Immediati si creano cordoni pacifici che tentano
di tenere a distanza i provocatori, si alzano
slogan che rifiutano il fascismo, si invitano
i neofascisti a lasciare la piazza.
I militanti neofascisti, di fronte a questa reazione
del corpo studentesco che rifiuta la loro presenza,
decidono di caricare gli studenti e le studentesse
dei licei. Tutti i filmati testimoniano chiaramente
che neofascisti, a freddo, organizzano una carica
armati di caschi e cinte, colpendo indiscriminatamente
nel tentativo di far avanzare il loro camion (che
si scoprirà poi essere riempito di mazze
tricolore).
Mentre avviene tutto questo, le forze dell'ordine
rimangono non solo immobili, ma persino –
come testimoniato da curzio maltese – collaborano
con i neofascisti.
Nel frattempo, da Piramide si muoveva un corteo
promosso dai collettivi delle scuole e dalla università,
cui partecipano almeno cinquemila studenti e studentesse.
Il corteo, già previsto ed annunciato,
e vi partecipavano almeno venti istituti superiori.
E' questo il corteo che arriva in Piazza Navona,
e trova una situazione inequivocabile. Diversi
studenti feriti, due ragazzi in ospedale, i neofascisti
armati di mazze tricolore allineati in un lato
della piazza pronti a rinnovare le cariche delle
quali si erano già resi protagonisti.
In questa situazione, preso atto che la polizia
aveva lasciato già aggredire gli studenti
e le studentesse e che aveva consentito ai neofascisti
di estrarre mazze tricolori e allinearsi per una
nuova carica, gli studenti e le studentesse non
hanno potuto che esercitare il proprio diritto
all'autodifesa.
I neofascisti, che hanno visto fallire i loro
tentativi di infiltrazione nelle mobilitazioni
degli studenti, provano a sostenere l'impossibile
con montaggi video sempre piu' arditi, smentiti
dai filmati come ha dimostrato
anche la redazione di chi l'ha visto (provocando
la nota e scomposta reazione dei fascisti).
Ma, curiosamente, sembra che anche le forze dell'ordine,
il governo, e la magistratura tentino di avvalorare
una tesi che vorrebbe quella di piazza navona
una "rissa" fra centri sociali e neofascisti.
Non siamo disposti ad accettare simile teorema.
Eravamo tutti e tutte in Piazza Navona. C'eravamo
dalla mattina, a sventare l'ennesimo tentativo
di infiltrazione di blocco. E c'eravamo tutti
e tutte anche nei cordoni che si sono frapposti
fra i militanti neofascisti ed il resto della
piazza, per evitare una nuova carica dei neofascisti.
Ed eravamo in migliaia nel corteo che da Piramide
si è diretto in Piazza Navona.
Se quel corteo incrimato, partito da piramide,
annunciato pubblicamente e promosso da decine
di istituti assieme agli universitari, era una
"adunata sediziosa" siamo pronti, in
centinia di studenti e studentesse di decine di
istituti, ad autodenunciarci alle forze dell'ordine.
E se autotelare una manifestazione, anche a seguito
dello scandoloso atteggiamento delle forze dell'ordine
in piazza che avevano già lasciato caricare
gli studenti con cinghie e caschi, era essere
partecipi ad una rissa, allora siamo stati tutti
partecipi di una rissa.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà
ai denunciati. Ma sopratutto rifiutiamo il tentativo
di dividere le mobilitazioni, di dividere gli
studenti e gli universitari, di additare qualche
centro sociale.
E' questo che in questi giorni stiamo affermando
con forza. Questa mattina il liceo virgilio, il
liceo mamiani ed il liceo socrate hanno interrotto
la didattica, si sono presi assemblea, ed hanno
dato vita ad un corteo interno
all'istituto. Stessa cosa avevano fatto sabato
gli studenti dell'istituto psicopedagogico rosseau.
In altre quindici scuole, dal tasso al labriola
di ostia, dal righi al cavour, sono stati affissi
striscioni e diffusi volantini.
Il movimento degli studenti rifiuta le infiltrazioni
dei neofascisti, e rifiuta i teoremi che qualcuno
sta portano avanti.
Apprendiamo infine in queste ore che Blocco Studentesco
ha preavvisato in questura una manifestazione
per Venerdì 28, in concomitanza alla mobilitazione
nazionale di scuole ed università promossa
dall'assemblea nazionale alla Sapienza della scorsa
settimana.
Una chiara provocazione, ed un tentativo di costringere
il movimento in una dinamica di scontro che non
ci interessa. Da parte nostra, Venerdì
28 saremo come previsto nelle piazze e nelle strade
della nostra città, insieme agli studenti
di tutta italia.
Ci auguriamo che le istituzioni di questa città
non permettano ancora ai neofascisti di provocare
le manifestazioni degli studenti. Se lo faranno,
sarà ormai chiara a tutti una "strategia
della tensione" della quale, dal governo
al prefettura ai vertici della polizia, si dovranno
assumere la intera responsabilità.
STUDENTI E STUDENTESSE DELLE SCUOLE IN RIVOLTA
DI ROMA
24 novembre 2008 |
21/10/2008
Roma libera dal controllo
Questa mattina alle 7 venti
camionette tra polizia e carabinieri, in assetto
antisommossa, hanno occupato militarmente piazza
Sempione e hanno violato l'ingresso dell'Horus occupato.
Un'operazione di guerra motivata con le parole fredde
e burocratiche di un presunto "sequestro preventivo",
effetto della denuncia della proprietà, società
Gemini. La stessa società che prima ha lasciato
l'immobile all'abbandono e poi ha tentato una speculazione
commerciale, attraverso un cambio illegale di destinazione
d'uso, che le è costato diverse denunce e
un provvedimento di sequestro.
Il sindaco Alemanno si assume in questo modo la
responsabilità politica di dichiarare guerra
alla città intera, agli spazi sociali, ai
movimenti di lotta per la casa, alle reti contro
la precarietà, a chi in questi anni ha conquistato
diritti e dignità. Il sindaco e la destra
vogliono cancellare la straordinaria esperienza
dei centri sociali, spazi sottratti alla speculazione
e alla rendita, luoghi di produzione culturale,
luoghi di socialità fuori dalle logiche del
mercato, luoghi del conflitto, luoghi di libertà.
Spazi liberati che hanno ridisegnato il territorio
dal basso, promosso occupazioni abitative, reti
antisfratto, sportelli contro la precarietà,
palestre popolari, laboratori di sperimentazione
culturale e tanto altro ancora. Il sangue nuovo
nelle arterie della metropoli.
Una dichiarazione di guerra che arriva a quattro
giorni da uno straordinario sciopero generale e
generalizzato, che abbiamo attraversato insieme
a centinaia di migliaia di persone. Una giornata
che ha aperto un nuovo ciclo di lotte dei movimenti,
una moltitudine di uomini e donne che ha detto una
cosa semplice: questa volta, la crisi non la paghiamo
noi!
Noi non abbiamo paura. Da questo momento inizia
la campagna per la riconquista di uno spazio della
città, contro le politiche di guerra di Alemanno
e della destra, perchè siamo convinti non
bisogna chiedere il permesso a nessuno per essere
liberi. Meeting point: alle 11, a piazza Sempione
(Montesacro), assemblea cittadina. Alle 17, da via
Capraia 19 (Tufello), corteo cittadino.
La nostra libertà non si paga, si strappa!
Blocchi Precari Metropolitani/Unders
Horus Occupato
Astra19 spazio pubblico autogestito
Palestra Popolare Valerio Verbano
Volonté occupato
Villa Alpi Apuane occupata |
| Venerdì
17 Ottobre Sciopero Generale e Generalizzato
Il
17 ottobre tutte le sigle del sindacalismo di
base hanno convocato uno sciopero generale e una
manifestazione nazionale contro le politiche del
governo Berlusconi.
Questo sciopero però, a differenza degli
altri anni, si colloca all'interno di un contesto
globale caratterizzato da una crisi economica
e finanziaria senza precedenti. Al fallimento
di alcuni tra i più grandi colossi bancari
statunitensi ed europei si accompagna una dinamica
di recessione le cui conseguenze sociali ancora
non siamo in grado di prevedere. Ma c'è
di più.
Dopo anni di euforia capitalistica dove sembrava
incontrastata la retorica neoliberista sull'infallibilità
del mercato, assistiamo in questi giorni ad un
strano spettacolo, riproponendo un vecchio canovaccio
che vede lo Stato "assistere" e salvare
i disastri finanziari causati dal capitale globale.
Ci sarebbe da ridere se non fosse che i costi
di questa crisi verranno scaricati ancora una
volta sulla vita delle persone.
Lo Stato rimette gli utili sul mercato e fa pagare
i costi alla società. È uno schema
che conosciamo e che abbiamo visto all'opera in
questi giorni in Alitalia. Tuttavia nonostante
il governo di centro destra abbia già presentato
provvedimenti che tagliano indiscriminatamente
la spesa pubblica, attaccano migranti e precari,
colpiscono duramente il Welfare e si
apprestano a cancellare le seppur minime garanzie
della contrattazione sul lavoro, dalla società
provengono segnali incoraggianti.
Dai lavoratori dell'Alitalia che hanno rifiutato
il vergognoso accordo proposto dalla CAI, fino
alla lotta degli insegnanti e delle famiglie contro
il "maestro unico" e i tagli alla scuola
pubblica, passando per le mobilitazioni dei migranti
che hanno con forza reclamato la propria dignità
di cittadini e lavoratori a Castel Volturno, a
Pianura e a Milano, così come degli abitanti
che difendono i propri territori e la propria
salute dalle speculazioni.
Questo sciopero, quindi, assume un significato
particolare e si inserisce all'interno di uno
scenario di crisi economica che verrà usata
per comprimere ancora di più i diritti
e l'autonomia delle persone. Schiacciamento verso
il basso dei salari, dequalificazione della formazione,
segmentazione del mercato e declassamento della
forza lavoro sono le caratteristiche salienti
di questa controffensiva che, in Italia, vede
nel governo Berlusconi l'interprete principale.
Allo stesso tempo, l'opposizione "ombra"
di impronta istituzionale è completamente
subalterna alle politiche governative.
A fronte di questo si assiste all'emergere di
esperienze di lotta che mettono sempre più
in crisi la rappresentanza dei sindacati confederali,
definendo nuovi spazi di autonomia e autorganizzazione.
Ma occorre fare i conti con la repressione mossa
a Chiaiano e a Vicenza, disinnescare il meccanismo
perverso della "guerra tra poveri" che
si sta mediaticamente alimentando, avere la forza
di rispondere al disastroso asservimento di Cigl,
Cisl, Uil visto in Alitalia.
Occorre quindi costruire una giornata di mobilitazione
che sappia parlare la lingua del conflitto sociale
a partire dalla constatazione che le lotte nei
"luoghi di lavoro" devono superare il
loro perimetro ed estendersi alla società
per essere efficaci. L'estensione della giornata
lavorativa, la nuova qualità del modo di
produrre, l'investimento dell'intera vita all'interno
del lavoro rischiano di far venire alla luce la
limitatezza delle tradizionali forme di lotta.
C'è bisogno di una stagione di sperimentazione
che sappia costruire nuove forme di conflitto
adeguate al presente che viviamo.
Per questo la Rete dei centri sociali romani,
i movimenti di lotta per la casa, le reti studentesche
ed universitarie intendono promuovere un percorso
cittadino di discussione e di organizzazione per
estendere la pratica dello sciopero alla città
e ai diversi soggetti sociali che vivono sulla
propria pelle le conseguenze della precarietà,
del caro vita, della negazione di diritti inalienabili.
Un progetto ambizioso, certo, ma segnato dall'urgenza
di mettere al centro della nostra attenzione e
della nostra pratica la generalizzazione delle
vertenze e delle lotte sociali. I centri sociali
in questi anni hanno sempre più animato
ed incrociato i percorsi delle reti sociali in
lotta nella nostra città. Questo terreno
di sperimentazione va oggi messo in comunicazione.
Per questo invitiamo i comitati del No e le reti
per la difesa dei beni comuni, degli studenti,
dei migranti, dei precari, degli occupanti di
case, a partecipare all'assemblea pubblica di
martedì 14 ottobre alle 17 all’istituto
G.Galilei, in via Conte Verde.
Per costruire un'iniziativa comune nella giornata
dello sciopero generale e generalizzato e per
dire alla città che non siamo disposti
a pagare la loro crisi.
LA NOSTRA DIGNITA' NON è NEGOZIABILE
REDDITO E DIRITTI PER TUTTI!
RETE DEI CENTRI SOCIALI - RETE
DEI MOVIMENTI DI LOTTA PER LA CASA- RETE PER L'AUTOINFORMAZIONE
LA SAPIENZA.
|
| WALTER
ROSSI 30 Settembre 1977 - 30 Settembre 2008
CONTRO OGNI FASCISMO
La svolta autoritaria,
necessario strumento di controllo e gestione della
crisi economica, e lo stato d'emergenza permanente
si concretizzano in un razzismo istituzionale
ed in una militarizzazione dei territori che rimanda
ai teatri di guerra internazionali. E' una aperta
ostilita' verso qualsiasi espressione della societa'
che rivendica e agisce per una trasformazione
del presente al di fuori del profitto che sfrutta
e specula sulle nostre vite e sui nostri territori.
La linea di continuita' fra tutto questo e le
lame delle aggressioni squadriste che negli ultimi
tempi hanno sostenuto gli ideali di una pseudocultura
neofascista, e' la volonta' di intimidire, omologare
e reprimere consentendo e legittimando chi a livello
istituzionale determina tutto questo.
31 anni fa veniva assassinato Walter Rossi, antifascista
militante e attivista delle lotte sociali di allora,
veniva ucciso per mano dei neofascisti del MSI,
di Almirante, Fini e Alemanno, con la copertura
della polizia di stato. L'assassino, Cristiano
Fioravanti, vive ancora oggi sotto protezione
dello stato.
Questo a dimostrazione di quale fosse la connivenza
tra estrema destra e apparati dello stato, che
utilizzarono la manovalanza fascista nelle strategie
eversive e terroristica che dalla fine degli anni
'60 hanno caratterizzato la storia di questo paese.
Come 31 anni fa, anche oggi rivediamo la stessa
intenzione di insabbiare e coprire i reali responsabili
della violenza squadrista oggi presenti e rappresentatati
in parlamento. Tollerati da una mentalita' dell'equidistanza
e ora addirittura leggittimati da politiche che
approvano le loro pratiche squadriste contro immigrati,nomadi,
omosessuali, attivisti antifascisti, come strumento
di controllo sociale e di prevenzione del dissenso.
Dopo un'estate di rastrellamenti verso gli immigrati
e i senza fissa dimora, le aggressioni come quella
avvenuta a via Ostiense alla fine dell'iniziativa
in ricordo di Renato Biagetti, torniamo in piazza
a ribadire la nostra opposizione ai fascisti in
camicia nera e in divisa, a rivendicare la liberta
di determinare le proprie esistenze.
Appuntantamento martedi 30 settembre ore 17.30
P.le degli Eroi - M Cipro
GLI
ANTIFASCISTI E LE ANTIFASCITE DI ROMA

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