Home Come raggiungerci Iniziative Comunicati Links
Scrivici a: ex51@hotmail.it
COMUNICATI

29 OTTOBRE 2009 PIAZZA NAVONA I MOVIMENTI CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA, CONTRO VECCHI E NUOVI FASCISMI,PER CONQUISTARE SPAZI DI LIBERTA'

 

Visualizza il manifesto

 

Un momento di mobilitazione e di confronto tra le lotte sociali dellacittà. Un anno fa, il 29 ottobre 2008, i fascisti del Blocco Studentesco furonocacciati da Piazza Navona, sventando così il loro tentativo diinfiltrazione nel movimento studentesco dell'Onda. Da quel momento in poil'antifascismo divenne un contenuto condiviso nelle scuole e università inmobilitazione. Quell'episodio fece luce sulla vera natura dei “burattinidel potere”, squadristi al servizio di un potere costituito interessato acriminalizzare e reprimere i conflitti sociali che, specialmente in tempidi crisi, nascono e si sviluppano nel corpo vivo della società.

UN ANNO DOPO ANCORA IN PIAZZA Ad un anno esatto da quei fatti vogliamo riprendere il filo del discorso,senza inutili intenti commemorativi. In questi dodici mesi i fascisti nonhanno cessato di fare il loro sporco lavoro contro i movimenti e controquei soggetti sociali che non rientrano nella loro visione distortaincentrata sullo slogan “Dio, patria e famiglia”. Si sono anzimoltiplicate le aggressioni xenofobe e omofobe, le provocazioni nellescuole e nelle università, i loro tentativi di dare vita ad una guerra trapoveri che distolga il “popolo” dall'individuare i veri responsabilidella crisi, della precarietà, della devastazione ambientale, le lorostrumentali iniziative sul corpo delle donne. E' chiara ormai la loroperfetta internità ad una logica di governo che vede speculatori, mafiosie piduisti farla da padrone: in questo senso risulta falsa e mistificatoriala loro pretesa di avvalorarsi come soggetti antisistema essendo invece tragli agenti principali di quella ”strategia della paura” divenuta ormaistrumento di governance delle contraddizioni sociali. In questo senso èemblematica la recente vicenda in cui Casa Pound ha preteso di esprimeresolidarietà ai glbtq “italiani” indicando il nemico nello stranieroviolento tentando un'operazione culturale di deviazione della controparte.Purtroppo dobbiamo prendere atto anche di una pericolosa volontà di“dialogo” da parte di alcuni sedicenti rappresentanti dei movimenti cherischiano di legittimare i picchiatori, pretendendo di mettere sullo stessopiano oppressi e oppressori. Esprimiamo invece piena solidarietà agliantifascisti e alle antifasciste che a Napoli, Pistoia, Torino, ReggioEmilia si sono mobilitati con forza per togliere spazio agli squadristimettendo in chiaro che per loro non ci sarà futuro in questo paese. CONTRO IL NUOVO AUTORITARISMO Tira una brutta aria in questo paese.

Oltre al protagonismo di una destrafascista che ha aperto più di un cuneo nella società grazie all'appoggiogovernativo e all'ambiguità e inconsistenza di un'opposizione sempretroppo attenta agli interessi dei poteri forti, dobbiamo constatarel'avanzata di una pericolosa deriva autoritaria che investe da una parte imovimenti di opposizione sociale e dall'altra tutti quei comportamenti equelle pratiche ritenuti devianti rispetto alla norma. La conflittualitàsociale viene ricondotta esclusivamente a problema di ordine pubblico, illibero arbitrio in campo sessuale e culturale stigmatizzato come dannosoper la coesione di una “comunità di popolo” funzionale alricompattamento dietro ai voleri del “capo”. Dietro tutto ciò agiscela volontà di gestire a suon di manganellate gli effetti sociali dellacrisi economica, gli inevitabili conflitti che provoca, l'esigenza diorganizzarsi di settori sempre più ampi delle classi subalterne, lavolontà di uscire dal ghetto dei nostri corpi liberi e desideranti.La repressione colpisce, e colpisce duro. La recente sentenza del processod'appello per i fatti di Genova del 2001 è paradigmatica: una decina dimanifestanti risultano gli unici colpevoli, condannati con pene da 8 a 15anni per avere sfasciato delle vetrine, mentre i responsabili dell'ordinepubblico ne escono immacolati. Colpisce l'uso aberrante di fattispeciepenali come “devastazione e saccheggio”, così come deve far rifletterel'uso di reati come “rapina aggravata” per chi occupa un supermercatocontro precarietà e carovita, “estorsione” e “associazione adelinquere” per chi occupa le case sfitte, le multe amministrative da10.000 euro per gli operai che fanno un blocco stradale, ecc.In questa città, dominata dai palazzinari e dalle mafie, è partita lapolitica dello sgombero contro case occupate e centri sociali (vedi“Regina Elena”,“8 marzo”, “Horus”, “Giap”). Si limita lalibertà di manifestare con i protocolli anti-cortei, si perseguitanolavavetri e barboni fomentando le pulsioni più reazionarie dellapopolazione, si rastrellano gli uomini in base al colore della pelle (lavicenda del Pigneto). E si potrebbe continuare a lungo.Il varo del pacchetto sicurezza ha invece riportato il nostro paese aglianni bui delle leggi razziali, riducendo le persone migranti a puramerce-forza lavoro, da utilizzare fino a quando serve e da cacciare (orinchiudere nei lager/Cie) quando il mercato del lavoro non ha più bisognodi loro.

APRIAMO PERCORSI DI LIBERAZIONE PER TUTTI E TUTTE Sono sotto attacco le lotte sociali e i soggetti che agiscono in prima persona nei movimenti. Si restringono gli spazi di libertà per i soggettiorganizzati e per le singole persone che criticano l'esistente. Da piùparti nasce l'esigenza di uscire dall'isolamento in cui troppo spesso lerealtà in lotta si trovano ad operare. Gli studenti, gli occupanti dicasa, i precari, i movimenti glbtq, i movimenti dei migranti, i lavoratorie le lavoratrici alle prese con la crisi, hanno bisogno che siricostituisca una comunità solidale che agisca la pratica del mutuoappoggio e della mutua attenzione, che sappia riconoscere quel “noi”fondativo di una nuova stagione di lotta e di liberazione. Per iniziarequesto percorso, coscienti che l'opposizione al nuovo autoritarismo nonsarà una passeggiata, convochiamo una giornata di mobilitazione e diconfronto, di racconto e di proposta, finalizzata all'apertura di unacampagna condivisa contro l'autoritarismo e i fascismi vecchie nuovi chesappia parlare a tutta la città. Una giornata arricchita da performanceteatrali e proiezioni video, aperta ad ogni altro contributo creativo che si vorrà proporre.

PIAZZA NAVONA - 29 OTTOBRE 2009 DALLE ORE 17

ANTIFASCISTI E ANTIFASCISTE DI ROMA

17/09/2009
COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AGLI/ALLE ARRESTATI/E E AGLI/ALLE OCCUPANTI DELL’8 MARZO A MAGLIANA


L’arresto della compagna e dei compagni dell’occupazione 8 MARZO a Magliana costituisce una provocazione estrema messa in atto materialmente dall’arma dei carabinieri che, attraverso le proprie strutture territoriali, ha costruito per mesi un quadro costituito dall’ utilizzo di una coppia di sottoproletari allontanati dall’occupazione, di agguati congiunti, di promesse di protezione e di sostegni di vario tipo, di utilizzo della peggiore paccottiglia giuridica fascista.
I carabinieri del generale Tommasone hanno interlocutori politici precisi, interni all’attuale maggioranza che, per così dire, governa il Paese e la città di Roma. Agiscono quindi su mandato coerente con un quadro di comando noto, fatto di magistrati, sindaco, potere economico, interessato a stroncare il movimento antagonista, ma anche a ritagliarsi un proprio spazio dentro le faide di potere in corso.
Certo, a confronto con le tradizioni dell’Arma, fatte di fucilatori, in tutte le guerre, di proletari che abbandonavano le macellerie padronali, di golpisti al servizio del generale De Lorenzo e zerbini di Fini a Genova mentre assassinavano Carlo Giuliani; nel caso di Magliana siamo alla tragica farsa: mentre il paese e il territorio vengono palesemente governati da una mafia peggiore di quella di Riina e Provenzano, la figura dei compagni e delle compagne, cristallina e inattaccabile, si staglia gigantesca.

ASSEMBLEA PUBBLICA A MAGLIANA
Giovedì 17 settembre P.zza De André ore 17

MANIFESTAZIONE A MAGLIANA
Venerdì 18 ore 17:30
Corteo con partenza da P.zza De André



ASSEMBLEA COORDINATA E CONTINUATIVA CONTRO LA PRECARIETÀ
C.S.O.A. I’ po’
Spazio Sociale Ex-51

02/04/2009
Diritto alla casa e allo studio, contro le speculazioni
per la difesa del territorio


Il palazzo costruito all’angolo fra Via Baldo degli Ubaldi e Viale di Valle Aurelia rientra nel piano di riqualificazione urbano ex art 11, che nel nostro quartiere prevede un enorme e indiscriminata colata di cemento di cui fa parte anche il previsto centro commerciale.
La storia di questo palazzo è confusa come quella di tutte le speculazioni:
Originariamente era progettato come albergo e infatti le società che lo costruivano erano specializzate in costruzione di alberghi di lusso (gestiti spesso per conto di enti cattolici).
Nel 2004 questo palazzo viene inserito nel piano d’interventi per residenze e alloggi universitari, il finanziamento pubblico concesso dalla regione (all’epoca governata da Storace) sarà di 9.287.370,00 €.
A questo punto cambiano sia le imprese costruttrici che la destinazione d’uso che attualmente è “residence per studenti con piano terra commerciale”.
L’assemblea di quartiere che da ormai un anno si batte a difesa del territorio e della qualità della vita dei suoi abitanti ha effettuato una piccola inchiesta su questo palazzo da cui risulta che le imprese costruttrici seppur cambiante sono sempre riconducibili alle stesse persone.
In un incontro al comune l’assessore all’urbanistica Corsini ha dichiarato di non sapere nulla del finanziamento regionale!!
Date queste premesse siamo rimasti stupiti delle dichiarazioni dell’assessore regionale Costa che ha dichiarato che il residence andrà alla Sapienza.
Infatti questo edificio è l’unico di tutto il piano di intervento per alloggi e residenze universitarie che non è stato assegnato all’ agenzia per il diritto allo studio Lazioadisu ma direttamente alla Regione Lazio, quindi non compare nessun bando di assegnazione .
Ci chiediamo poi cosa voglia dire residence per studenti, dicitura ben diversa da casa per lo studente, che potrebbe nascondere forme di affitto agevolate ben lontane dal garantire il diritto allo studio.
Temendo l’ennesima speculazione, l’assemblea di quartiere ha allora deciso insieme agli studenti universitari di denunciare pubblicamente questi fatti per chiedere che quest’edificio sia effettivamente destinato agli studenti universitari di un università pubblica tramite le graduatorie.
Intendiamo cosi difendere sia il diritto alla casa che allo studio dei giovani, ma anche difendere il quartiere dall’ennesima speculazione che invece di un opera di pubblica utilità, restituirebbe al quartiere solo i disagi di una struttura pensata esclusivamente per i guadagni di qualche palazzinaro o università privata.


VENERDI 3 APRILE VOLANTINAGGIO INFORMATIVO
DAVANTI AL PALAZZO (ANGOLO VIALE DI VALLE AURELIA
VIA BALDO DEGLI UBALDI) ORE 10

L’assemblea di quartiere di Valle Aurelia

Scarica il comunicato

Scarica la brochure dell'inchiesta

LA VERITA' SU PIAZZA NAVONA

FUORI IL FASCISMO DALLE SCUOLE



Nei giorni scorsi abbiamo appreso che 15 studenti e studentesse, alcuni neppure presenti in piazza navona, sono stati raggiunti da surreali denunce per rissa, adunata sediziosa, e lesioni (!) per quanto accaduto a Piazza
Navona.


La verità su Piazza Navona è nota a tutti. E' nota perchè le migliaia di studenti e studentesse presenti hanno visto. E' nota perchè tutte le documentazioni video sono inequivocabili. E' nota perchè tutti i testimoni, a partire da giornalisti come curzio maltese, concordano.


I fatti, in sintesi, sono semplici. Il Blocco Studentesco, un gruppuscolo dichiaratamente neofascista, la mattina del 29, mentre in senato si votava il decreto gelmini sulla scuola, si presentava alla manifestazione spontanea
degli studenti in piazza, tentando di prenderne persino la guida con metodi squadristi.


La stessa operazione che avevano tentato nei due giorni precedenti. Il 27 prendendo con la forza la testa di un corteo spontaneo di studenti del IV Municipio (operazione attuata con la complicità della polizia in piazza)
portando alla dissociazione degli stessi promotori a fine giornata. Il 28 presentandosi sempre sotto il Senato e tentando di aggredire il corteo che da Piazza della Repubblica era arrivato fin lì.


Mercoledì 29 Ottobre, in Piazza Navona, il Blocco Studentesco trova la reazione compatta e spontanea degli studenti presenti in piazza. Immediati si creano cordoni pacifici che tentano di tenere a distanza i provocatori, si alzano slogan che rifiutano il fascismo, si invitano i neofascisti a lasciare la piazza.


I militanti neofascisti, di fronte a questa reazione del corpo studentesco che rifiuta la loro presenza, decidono di caricare gli studenti e le studentesse dei licei. Tutti i filmati testimoniano chiaramente che neofascisti, a freddo, organizzano una carica armati di caschi e cinte, colpendo indiscriminatamente nel tentativo di far avanzare il loro camion (che si scoprirà poi essere riempito di mazze tricolore).


Mentre avviene tutto questo, le forze dell'ordine rimangono non solo immobili, ma persino – come testimoniato da curzio maltese – collaborano con i neofascisti.


Nel frattempo, da Piramide si muoveva un corteo promosso dai collettivi delle scuole e dalla università, cui partecipano almeno cinquemila studenti e studentesse.


Il corteo, già previsto ed annunciato, e vi partecipavano almeno venti istituti superiori. E' questo il corteo che arriva in Piazza Navona, e trova una situazione inequivocabile. Diversi studenti feriti, due ragazzi in ospedale, i neofascisti armati di mazze tricolore allineati in un lato della piazza pronti a rinnovare le cariche delle quali si erano già resi protagonisti.


In questa situazione, preso atto che la polizia aveva lasciato già aggredire gli studenti e le studentesse e che aveva consentito ai neofascisti di estrarre mazze tricolori e allinearsi per una nuova carica, gli studenti e le studentesse non hanno potuto che esercitare il proprio diritto all'autodifesa.


I neofascisti, che hanno visto fallire i loro tentativi di infiltrazione nelle mobilitazioni degli studenti, provano a sostenere l'impossibile con montaggi video sempre piu' arditi, smentiti dai filmati come ha dimostrato
anche la redazione di chi l'ha visto (provocando la nota e scomposta reazione dei fascisti).


Ma, curiosamente, sembra che anche le forze dell'ordine, il governo, e la magistratura tentino di avvalorare una tesi che vorrebbe quella di piazza navona una "rissa" fra centri sociali e neofascisti.


Non siamo disposti ad accettare simile teorema. Eravamo tutti e tutte in Piazza Navona. C'eravamo dalla mattina, a sventare l'ennesimo tentativo di infiltrazione di blocco. E c'eravamo tutti e tutte anche nei cordoni che si sono frapposti fra i militanti neofascisti ed il resto della piazza, per evitare una nuova carica dei neofascisti. Ed eravamo in migliaia nel corteo che da Piramide si è diretto in Piazza Navona.


Se quel corteo incrimato, partito da piramide, annunciato pubblicamente e promosso da decine di istituti assieme agli universitari, era una "adunata sediziosa" siamo pronti, in centinia di studenti e studentesse di decine di istituti, ad autodenunciarci alle forze dell'ordine.


E se autotelare una manifestazione, anche a seguito dello scandoloso atteggiamento delle forze dell'ordine in piazza che avevano già lasciato caricare gli studenti con cinghie e caschi, era essere partecipi ad una rissa, allora siamo stati tutti partecipi di una rissa.


Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai denunciati. Ma sopratutto rifiutiamo il tentativo di dividere le mobilitazioni, di dividere gli studenti e gli universitari, di additare qualche centro sociale.


E' questo che in questi giorni stiamo affermando con forza. Questa mattina il liceo virgilio, il liceo mamiani ed il liceo socrate hanno interrotto la didattica, si sono presi assemblea, ed hanno dato vita ad un corteo interno
all'istituto. Stessa cosa avevano fatto sabato gli studenti dell'istituto psicopedagogico rosseau. In altre quindici scuole, dal tasso al labriola di ostia, dal righi al cavour, sono stati affissi striscioni e diffusi volantini.


Il movimento degli studenti rifiuta le infiltrazioni dei neofascisti, e rifiuta i teoremi che qualcuno sta portano avanti.


Apprendiamo infine in queste ore che Blocco Studentesco ha preavvisato in questura una manifestazione per Venerdì 28, in concomitanza alla mobilitazione nazionale di scuole ed università promossa dall'assemblea nazionale alla Sapienza della scorsa settimana.


Una chiara provocazione, ed un tentativo di costringere il movimento in una dinamica di scontro che non ci interessa. Da parte nostra, Venerdì 28 saremo come previsto nelle piazze e nelle strade della nostra città, insieme agli studenti di tutta italia.


Ci auguriamo che le istituzioni di questa città non permettano ancora ai neofascisti di provocare le manifestazioni degli studenti. Se lo faranno, sarà ormai chiara a tutti una "strategia della tensione" della quale, dal governo al prefettura ai vertici della polizia, si dovranno assumere la intera responsabilità.



STUDENTI E STUDENTESSE DELLE SCUOLE IN RIVOLTA DI ROMA

24 novembre 2008
21/10/2008 Roma libera dal controllo

Questa mattina alle 7 venti camionette tra polizia e carabinieri, in assetto antisommossa, hanno occupato militarmente piazza Sempione e hanno violato l'ingresso dell'Horus occupato. Un'operazione di guerra motivata con le parole fredde e burocratiche di un presunto "sequestro preventivo", effetto della denuncia della proprietà, società Gemini. La stessa società che prima ha lasciato l'immobile all'abbandono e poi ha tentato una speculazione commerciale, attraverso un cambio illegale di destinazione d'uso, che le è costato diverse denunce e un provvedimento di sequestro.

Il sindaco Alemanno si assume in questo modo la responsabilità politica di dichiarare guerra alla città intera, agli spazi sociali, ai movimenti di lotta per la casa, alle reti contro la precarietà, a chi in questi anni ha conquistato diritti e dignità. Il sindaco e la destra vogliono cancellare la straordinaria esperienza dei centri sociali, spazi sottratti alla speculazione e alla rendita, luoghi di produzione culturale, luoghi di socialità fuori dalle logiche del mercato, luoghi del conflitto, luoghi di libertà.

Spazi liberati che hanno ridisegnato il territorio dal basso, promosso occupazioni abitative, reti antisfratto, sportelli contro la precarietà, palestre popolari, laboratori di sperimentazione culturale e tanto altro ancora. Il sangue nuovo nelle arterie della metropoli.

Una dichiarazione di guerra che arriva a quattro giorni da uno straordinario sciopero generale e generalizzato, che abbiamo attraversato insieme a centinaia di migliaia di persone. Una giornata che ha aperto un nuovo ciclo di lotte dei movimenti, una moltitudine di uomini e donne che ha detto una cosa semplice: questa volta, la crisi non la paghiamo noi!

Noi non abbiamo paura. Da questo momento inizia la campagna per la riconquista di uno spazio della città, contro le politiche di guerra di Alemanno e della destra, perchè siamo convinti non bisogna chiedere il permesso a nessuno per essere liberi. Meeting point: alle 11, a piazza Sempione (Montesacro), assemblea cittadina. Alle 17, da via Capraia 19 (Tufello), corteo cittadino.

La nostra libertà non si paga, si strappa!


Blocchi Precari Metropolitani/Unders
Horus Occupato
Astra19 spazio pubblico autogestito
Palestra Popolare Valerio Verbano
Volonté occupato
Villa Alpi Apuane occupata

Venerdì 17 Ottobre Sciopero Generale e Generalizzato

Il 17 ottobre tutte le sigle del sindacalismo di base hanno convocato uno sciopero generale e una manifestazione nazionale contro le politiche del governo Berlusconi.

Questo sciopero però, a differenza degli altri anni, si colloca all'interno di un contesto globale caratterizzato da una crisi economica e finanziaria senza precedenti. Al fallimento di alcuni tra i più grandi colossi bancari
statunitensi ed europei si accompagna una dinamica di recessione le cui conseguenze sociali ancora non siamo in grado di prevedere. Ma c'è di più.

Dopo anni di euforia capitalistica dove sembrava incontrastata la retorica neoliberista sull'infallibilità del mercato, assistiamo in questi giorni ad un strano spettacolo, riproponendo un vecchio canovaccio che vede lo Stato "assistere" e salvare i disastri finanziari causati dal capitale globale. Ci sarebbe da ridere se non fosse che i costi di questa crisi verranno scaricati ancora una volta sulla vita delle persone.

Lo Stato rimette gli utili sul mercato e fa pagare i costi alla società. È uno schema che conosciamo e che abbiamo visto all'opera in questi giorni in Alitalia. Tuttavia nonostante il governo di centro destra abbia già presentato provvedimenti che tagliano indiscriminatamente la spesa pubblica, attaccano migranti e precari, colpiscono duramente il Welfare e si
apprestano a cancellare le seppur minime garanzie della contrattazione sul lavoro, dalla società provengono segnali incoraggianti.

Dai lavoratori dell'Alitalia che hanno rifiutato il vergognoso accordo proposto dalla CAI, fino alla lotta degli insegnanti e delle famiglie contro il "maestro unico" e i tagli alla scuola pubblica, passando per le mobilitazioni dei migranti che hanno con forza reclamato la propria dignità di cittadini e lavoratori a Castel Volturno, a Pianura e a Milano, così come degli abitanti che difendono i propri territori e la propria salute dalle speculazioni.

Questo sciopero, quindi, assume un significato particolare e si inserisce all'interno di uno scenario di crisi economica che verrà usata per comprimere ancora di più i diritti e l'autonomia delle persone. Schiacciamento verso il basso dei salari, dequalificazione della formazione, segmentazione del mercato e declassamento della forza lavoro sono le caratteristiche salienti di questa controffensiva che, in Italia, vede nel governo Berlusconi l'interprete principale. Allo stesso tempo, l'opposizione "ombra" di impronta istituzionale è completamente subalterna alle politiche governative.

A fronte di questo si assiste all'emergere di esperienze di lotta che mettono sempre più in crisi la rappresentanza dei sindacati confederali, definendo nuovi spazi di autonomia e autorganizzazione. Ma occorre fare i conti con la repressione mossa a Chiaiano e a Vicenza, disinnescare il meccanismo perverso della "guerra tra poveri" che si sta mediaticamente alimentando, avere la forza di rispondere al disastroso asservimento di Cigl, Cisl, Uil visto in Alitalia.

Occorre quindi costruire una giornata di mobilitazione che sappia parlare la lingua del conflitto sociale a partire dalla constatazione che le lotte nei "luoghi di lavoro" devono superare il loro perimetro ed estendersi alla società per essere efficaci. L'estensione della giornata lavorativa, la nuova qualità del modo di produrre, l'investimento dell'intera vita all'interno del lavoro rischiano di far venire alla luce la limitatezza delle tradizionali forme di lotta. C'è bisogno di una stagione di sperimentazione che sappia costruire nuove forme di conflitto adeguate al presente che viviamo.

Per questo la Rete dei centri sociali romani, i movimenti di lotta per la casa, le reti studentesche ed universitarie intendono promuovere un percorso cittadino di discussione e di organizzazione per estendere la pratica dello sciopero alla città e ai diversi soggetti sociali che vivono sulla propria pelle le conseguenze della precarietà, del caro vita, della negazione di diritti inalienabili.

Un progetto ambizioso, certo, ma segnato dall'urgenza di mettere al centro della nostra attenzione e della nostra pratica la generalizzazione delle vertenze e delle lotte sociali. I centri sociali in questi anni hanno sempre più animato ed incrociato i percorsi delle reti sociali in lotta nella nostra città. Questo terreno di sperimentazione va oggi messo in comunicazione. Per questo invitiamo i comitati del No e le reti per la difesa dei beni comuni, degli studenti, dei migranti, dei precari, degli occupanti di case, a partecipare all'assemblea pubblica di martedì 14 ottobre alle 17 all’istituto G.Galilei, in via Conte Verde.

Per costruire un'iniziativa comune nella giornata dello sciopero generale e generalizzato e per dire alla città che non siamo disposti a pagare la loro crisi.

LA NOSTRA DIGNITA' NON è NEGOZIABILE
REDDITO E DIRITTI PER TUTTI!


RETE DEI CENTRI SOCIALI - RETE DEI MOVIMENTI DI LOTTA PER LA CASA- RETE PER L'AUTOINFORMAZIONE LA SAPIENZA.

WALTER ROSSI 30 Settembre 1977 - 30 Settembre 2008
CONTRO OGNI FASCISMO


La svolta autoritaria, necessario strumento di controllo e gestione della crisi economica, e lo stato d'emergenza permanente si concretizzano in un razzismo istituzionale ed in una militarizzazione dei territori che rimanda ai teatri di guerra internazionali. E' una aperta ostilita' verso qualsiasi espressione della societa' che rivendica e agisce per una trasformazione del presente al di fuori del profitto che sfrutta e specula sulle nostre vite e sui nostri territori.
La linea di continuita' fra tutto questo e le lame delle aggressioni squadriste che negli ultimi tempi hanno sostenuto gli ideali di una pseudocultura neofascista, e' la volonta' di intimidire, omologare e reprimere consentendo e legittimando chi a livello istituzionale determina tutto questo.

31 anni fa veniva assassinato Walter Rossi, antifascista militante e attivista delle lotte sociali di allora, veniva ucciso per mano dei neofascisti del MSI, di Almirante, Fini e Alemanno, con la copertura della polizia di stato. L'assassino, Cristiano Fioravanti, vive ancora oggi sotto protezione dello stato.

Questo a dimostrazione di quale fosse la connivenza tra estrema destra e apparati dello stato, che utilizzarono la manovalanza fascista nelle strategie eversive e terroristica che dalla fine degli anni '60 hanno caratterizzato la storia di questo paese.

Come 31 anni fa, anche oggi rivediamo la stessa intenzione di insabbiare e coprire i reali responsabili della violenza squadrista oggi presenti e rappresentatati in parlamento. Tollerati da una mentalita' dell'equidistanza e ora addirittura leggittimati da politiche che approvano le loro pratiche squadriste contro immigrati,nomadi, omosessuali, attivisti antifascisti, come strumento di controllo sociale e di prevenzione del dissenso.

Dopo un'estate di rastrellamenti verso gli immigrati e i senza fissa dimora, le aggressioni come quella avvenuta a via Ostiense alla fine dell'iniziativa in ricordo di Renato Biagetti, torniamo in piazza a ribadire la nostra opposizione ai fascisti in camicia nera e in divisa, a rivendicare la liberta di determinare le proprie esistenze.

Appuntantamento martedi 30 settembre ore 17.30 P.le degli Eroi - M Cipro

 

GLI ANTIFASCISTI E LE ANTIFASCITE DI ROMA


 
 
 
 

Spazio Sociale Occupato Ex51 - Via Bacciarini 12 00167 - ROMA (Valle Aurelia)
Scarica il comunicato Scarica la brochure